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Cancelli Motorizzati: Chi è il Responsabile?
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- Scritto da enrico mecheri architetto
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Di seguito pubblichiamo la mail dell'utente Mario Rossi con il quesito ricorrente nel forum e che è, a tutt'oggi, oggetto di frequente aggiornamento.
Il quesito è:
"Ho un cancello in ferro delimitante l'ingresso della mia proprietà. Era apribile a mano e costruito da mio padre circa 25 anni da un bravo artigiano". Volevo rivolgermi a lui per l'installazione di una motorizzazione dell'apertura. La sua ditta non esiste più. Ho 2 preventivi lavori edili grazie anche al servizio del vostro sito e delle imprese presenti. Il primo preventivo è molto alto in quanto prevede la demolizione del cancello esistente con sostituzione totale con un nuovo cancello motorizzato, mentre l'altro preventivo, prevede solo i lavori di adeguamento per l'integrazione della motorizzazione, comprensiva di un piccolo scavo stradale per passaggio cavi elettrici. Nel caso scegliessi di far eseguire solo la motorizzazione del cancello esistente, chi è il responsabile della sicurezza? Il costruttore artigiano o l'installatore?
Per la Community ConsiEdilizia, il Sig. Mario Rossi ha concesso la pubblicazione della seguente risposta:
La Direttiva Macchine 2006/42/CE del Parlamento Europeo sancisce che l'installatore che installa un cancello motorizzato oppure motorizza un cancello manuale esistente diventa il costruttore del cancello stesso. Pertanto è responsabile non solo della parte elettrica ma anche di tutte le condizioni di sicurezza del cancello.
Precisiamo che le Direttive sono disposizioni di Legge Nazionale.
L'installatore che motorizza un cancello nuovo deve richiedere al fabbricante, anche per il tramite dell'acquirente del cancello, la dichiarazione di prestazione Dop che è l'acronimo di “declaration of performans” di cui all'art. 4 del CPR che il fabbricante è obbligato a redigere ai sensi dell'art. 11 del regolamento stesso. Pertanto chi realizza la parte strutturale del cancello è individuato nella figura del fabbricante ai sensi del CPR, mentre l'installatore della parte meccanica per la motorizzazione, è invece il costruttore del cancello motorizzato nella sua interezza ai sensi della Direttiva Macchine.
Tornando alla motorizzazione dei cancelli esistenti, resta invariata l'opportunità per l'installatore di avvalersi della dichiarazione del fabbro infatti i cancelli esistenti non sono assoggettati alla Dop e quindi non sono soggetti al CPR.
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- Scritto da Redazione ConsiEdilizia.it
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Per la realizzazione di costruzioni in legno e non, per la prevenzione degli infortuni, dal SUVA (Ente Previdenziale Svizzero), vengono fornite le indicazioni per lavoratori e datori di lavoro da seguire, molto utili per la costruzione di tetti o mansarde.
Ecco le 10 regole per l'incolumità dei lavoratori:
- mettere in sicurezza le aperture nel vuoto (a partire da un'altezza di 2 metri);
- mettere in sicurezza le aperture nel pavimento;
- eseguire i lavori solo se c'è il ponteggio per facciate (a partire da un'altezza di 3 metri);
- adottare adeguate misure di protezione anticaduta (a partire da un'altezza di 3 metri);
- realizzare ed utilizzare solo accessi sicuri;
- far utilizzare le gru solo a lavoratori addestrati;
- maneggiare con sicurezza gli elementi prefabbricati;
- utilizzare solo le attrezzature idonee;
- adottare adeguate misure di protezione in presenza di amianto;
- utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuale.
Fonte: www.Suva.ch
Redazione ConsiEdilizia.it
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Il progetto del calcestruzzo armato è vietato ai Geometri. E' ancora opinione diffusa tra i tecnici, che il geometra possa progettare e calcolare il calcestruzzo armato per manufatti edilizi fino ad un’altezza di 2 livelli fuori terra.
Secondo una recente sentenza della Cassazione n. 6402 del 21 marzo 2011 , il geometra non ha competenze per la progettazione e la direzione dei lavori, relativamente a costruzioni con l’impiego di calcestruzzo armato. Quanto predetto vale anche se il progetto ed relativi calcoli strutturali vengono controfirmati da un architetto o da un ingegnere abilitati.
Superando i limiti delle competenze del geometra, la prestazione è definita "contro legge" con nullità del contratto d’opera e non possibilità di chiedere il compenso pattuito e convenuto.
I riferimenti della recente sentenza suddetta restano i regi decreti n. 274 del 1929 ed il n. 2229 del 1939 che delineano la competenza dei geometri ad incarichi di modeste costruzioni civili, escludendo anche la presenza parziale di strutture in calcestruzzo armato, ad eccezione degli edifici rurali per piccole costruzioni accessorie, eseguibili senza particolari schemi di calcolo complessi e che per la loro destinazione, non comportano pericolo per le persone.
La sentenza chiarisce in modo inequivocabile, che il visto o la controfirma di un ingegnere o di un architetto, non possono convalidare e quindi rendere legittimo, gli elaborati redatti da un geometra.
La Cassazione recita testualmente: “è il professionista competente che deve essere titolare della progettazione”, quindi non conta che il professionista laureato abbia eseguito i calcoli del calcestruzzo armato e abbia la nomina di direzione lavori.
Redazione ConsiEdilizia.it
Punti Dispersione Termica Edifici
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- Scritto da enrico mecheri architetto
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I punti di dispersione termica degli edifici sono 4.
Per contrastare e per ridurre i ponti termici, bisogna intervenire su ognuno di essi, con esperienza e professionalità, considerando:
- materiali di costruzione;
- gravità del problema;
- esposizione del manufatto edilizio o della casa.
E' opinione diffusa che per isolare un edificio od il proprio appartamento, ci si appresta a valutare costi proibitivi.
I lavori possono essere programmati in vari step o fasi successive, privilegiando le priorità in assoluto, come ad esempio il tetto.
Innanzitutto definiamo i 4 punti di dispersione termica che sono:
- il tetto spiovente o le coperture piane;
- i solai;
- le finestre;
- le pareti.
Analizziamo brevemente ognuno di essi.
Il tetto spiovente o le coperture piane, praticabili e non, sono le maggiori zone di dispersione teermica di un edificio. Il corretto isolamento degli stessi, sia in fase di costruzione od in fase di intervento successivo, sono fondamentale per il risparmio energetico e per il comfort interno.
Per quanto concerne i solai invece, anche le varie solette di interpiano rappresentano punti critici di dispersione. I materiali da impiegarsi oltre alla struttura portante (che può essere calcestruzzo armato, acciaio, legno, ecc..) devono garantire un buona tenuta termica ma al contempo devono garantire anche la traspirabilità, col fine di evitare i fenomi di condensa.
Oggi sono presenti in commercio isolanti sia a pavimento che a soffitto. In gergo tecnico si dice: pannelli isolanti applicati sia all'estradosso che all'intradosso del solaio.
Per le finestre invece, è con i vetri non idonei che si hanno maggiori superfici di dispersione termica in casa.
In passato, ma ancora oggi presenti in molte abitazioni, vi era la presenza di un solo vetro. Al doppio vetro con camera d'aria, già da un quinquennio ormai, il mercato propone soluzioni di infisso con triplo vetro. Infatti, a seconda dello spessore dei 3 vetri e della distanza della doppia camera, le finestre hanno raggiunto un grado di trasmittanza pari, se non superiore a quello di un muro, riducendo notevolmente le dispersioni termiche.
Per le pareti infine, si considerano quelle di tompagnature cioè quelle perimetrali dell’edificio. L’attenzione ricade sulle pareti a nord e quelle a sud.
Le prime sono esposte a maggior freddo mentre le seconde sono esposte a maggior surriscaldamento estivo.
Per entrambe si interviene con il cosiddetto "cappotto", cioè l'isolamento è con pannelli sia interni che esterni alle pareti.
Enrico Mecheri architetto
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