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Ricordiamo in prima battuta che l'IMU è un tributo comunale anche se una parte del versamento è dello Stato, ai sensi dell'art. 13, comma 11, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Nella fattispecie, lo stesso comma 11 recita testualmente che " per l'accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso, si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposta municipale propria. Le attività di accertamento e riscossione dell'imposta erariale sono svolte dal Comune al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività a titolo di imposta, interessi e sanzioni ".

Ricordiamo ancora che, l'art. 9, comma 7, del D.Lgs.vo 14 marzo 2011, n. 23, dispone che " per l'accertamento, la riscossione coattiva, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso si applicano gli articoli 10, comma 6, 11, commi 3, 4 e 5, 12, 14 e 15 del D.Lgs.vo n. 504 del 1992 e l'articolo 1, commi da 161 a 170 " della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 .

Con decorrenza 2013, sulla base delle disposizioni dell'art. 9, comma 3 del D.Lgs.vo n. 23 del 2011, l'IMU sarà versata " in 2 rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Resta in ogno caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell'imposta dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno ".

Per i rimborsi, si applica l'art. 1, comma 164, della Legge n. 296 del 2006, che individua nel Comune, il soggetto che dovrà restituire i tributi o parte di essi, entro 180 giorni dalla data di presentazione dell'istanza.

 

Cosa fare in caso di errato versamento IMU

 

Sono previsti 5 casi:

 

  1. Versamento allo Stato e al Comune di un importo non dovuto;
  2. Versamento allo Stato di una quota dovuta al Comune;
  3. Versamento allo Stato di un importo non dovuto;
  4. Versamento con erronea indicazione del codice tributo;
  5. Errata indicazione del codice catastale da parte dell'intermediario.

 

Il caso di versamento allo Stato e al Comune di importo non dovuto è il caso del fabbricato posseduto da un anziano che ha trasferito la sua residenza presso la casa di riposo. Il Comune, dopo la scadenza prevista per il versamento dell'acconto, ha stabilito l'assimilazione all'abitazione principale e ha elevato la relativa detrazione fino a concorrenza dell'imposta dovuta con importo zero.

In tale ipotesi, il contribuente, al momento del saldo e cioè la data del 17 dicembre 2012, è creditore nei confronti dello Stato e del Comune.

 

Esempio – fabbricato non locato

 

base imponibile 100.000 euro dell'anziano che ha trasferito la propria residenza nella casa di riposo con versamento in acconto del 17 giugno 2012, applicando l'aliquota di base 0,76% pari a euro100.000 x 0,76% / 2 = euro 380,00 di cui euro 190,00 importo riservato al Comune ed euro 190,00 allo Stato;

Con delibera comunale del 22 settembre 2012 avviene la successiva assimilazione dell'immobile in questione in abitazione principale, con fissazione dell'aliquota allo 0,5 % ed elevazione della detrazione fino a concorrenza dell'imposta.

Pertanto l'IMU dovuta per l'intero anno è pari a zero euro infatti 100.000 x 0,5 % = 500 € - 500 € = 0 €.

Il credito del contribuente è pari a 380,00 euro di cui euro 190,00 onfronti del Comune ed euro 190,00 nei confronti dello Stato.

N.B.

L'istanza per la richiesta del rimborso si presenta presso l'Amministrazione Comunale in cui è presente l'immobile. Il Comune, verificherà il fondamento della richiesta con rimborso entro 180 giorni.

 

  1. Versamento allo Stato di una quota dovuta al Comune

Tale è il caso come al punto precedente, è cioè il Comune ha previsto l'abitazione principale, ma non ha innalzato la detrazione fino a concorrenza dell'imposta dovuta. Riprendendo i conteggi precedenti si avrà che il contribuente ha versato in acconto un importo di euro 380,00 di cui la metà al Comune e l'altra metà allo Stato.

Il Comune con la delibera del 18 ottobre 2012, ha assimilato gli immmobili in questione all'abitazione principale, fissando l'aliquota del 0,5% e confermando la detrazione di 200,00 euro.

Pertanto l'IMU dovuta è 100.000 x 0,5 % = 500 € - 200 € = 300 €

Quindi il contribuente versa 300,00 euro per l'intero anno al Comune e nulla è dovuto nei confronti dello Stato. Infatti si troverebbe nel caso di dover versare euro 110,00 al Comune (300,00 € - 190,00 € versati in acconto) e richiedere il rimborso di € 190,00 allo Stato versati a giugno.

N.B.

L'istanza per la richiesta di rimborso che si presenta al Comune è di euro 80,00. Tale somma è la differenza tra € 190,00, versati allo Stato e € 110 dovuti al Comune. In tal caso il contribuente non effettuerà alcun versamento entro il 17 dicembre.

 

  1. Versamento allo Stato di un importo non dovuto

E' il caso del contribuente che per errore ha versato allo Stato una somma non dovuta e in occasione della seconda rata sia tenuto, comunque, a versare una differenza al Comune, pur tendo conto dell'importo già versato allo Stato.

Esempio abitazione principale - base imponibile = € 200.000

- aliquota standard 0,4% con prima rata di giugno pari a € 200.000 x 0,4 % = € 800,00 - € 200,00 = € 600,00/2 = € 300,00.

Supponendo erroneamente che il contribuente dovesse effettuare il versamento della quota allo Stato, a giugno ha versato sia al Comune e sia allo Stato, 150,00 euro per un totale di 300,00 euro.

Il 30 ottobre 2012 il Comune ha elevato l'aliquota per l'abitazione principale a 0,5%.

Quindi l'Imu da versare entro il 17 dicembre 2012 è pari a 200,00 x 0,5% = € 1000,00 - € 200,00 = 800,00 € a cui si detraggono altre 300,00 euro (quota versata a giugno al Comune e allo Stato) con il risultato di € 500,00.

N.B.

Il contribuente, nel presentare istanza presso il Comune, dovrà indicare che il saldo è stato versato in considerazione della somma versata a giugno erroneamente allo Stato.

Per la somma di euro 150,00 saranno effettuate le regolazioni finanziarie.

 

  1. Versamento con erronea indicazione del codice tributo

In questo caso spetta al Comune e allo Stato il compito di monitorare ed effettuare le regolazioni finanziarie.

N.B.

La rettifica, da parte del contribuente, non và richiesta all'Agenzia delle Entrate, in quanto si ricorda che l'IMU è un tributo comunale.

 

  1. Errata indicazione del codice catastale da parte dell'intermediario

E' il caso di presentazione del modello F24 con codice catastale errato, presentato presso Banca, Poste Italiane o agente riscossore.

La soluzione è quella da parte del contribuente, di richiedere presso l'intermediario a cui si è rivolto (tra quelli predetti) di richiedere l'annullamento del modello F24 che contiene l'errore e di rinviarlo con i dati corretti. L'Agenzia delle Entrate sarà in grado di trasmettere telematicamente ai comuni interessati, note di annullamento di importi, con successive regolazioni finanziarie.

N.B.

Il contribuente informerà con nota scritta il Comune nelle modalità desiderate. (lett. racc. a.r., lett. consegnata a mano, posta elettronica certificata).

 

 


 

Enrico Mecheri, architetto - Fonte: www.agenziaentrate.gov.it