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rivolti alla Redazione ed alla comunità del forum e di tracciarne poi, i chiarimenti, alla luce della recente normativa che disciplina la materia più volte modificata.

Per la detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione le domande ricorrenti sono state: chi può fruire della detrazione; per quali lavori spettano le agevolazioni; chi ha ristrutturato, cosa deve fare per fruire della detrazione e se si può anche perdere, cambio del possesso e cumulabilità Irpef per il risparmio energetico.

Innanzitutto dal 1° gennaio 2012, la detrazione fiscale del 36% sulle ristrutturazioni edilizie non ha più scadenza.

L'introduzione dell'agevolazione fin dal 1998 e più volte prorogata, con il decreto legge n. 201/2011 (art. 4), è resa permanente.

 

 

Quale è la detrazione per costi di ristrutturazione?

 

È possibile detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche – in acronimo Irpef - parte degli spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato Italiano.

 

Singola unità immobiliare

Tale detrazione resta ed è pari al 36% degli oneri sostenuti e spetta fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000,00 euro per singola unità immobiliare. Tale importo viene suddiviso fra tutti i soggetti, aventi diritto alla detrazione, che hanno sostenuto le spese.

Esempio: marito e moglie cointestatari di un’abitazione possono beneficiare della detrazione sull’ammontare complessivo di spesa di 48.000,00euro.

Nel caso in cui gli interventi realizzati in ciascun anno risultano prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: la soglia è sempre di 48.000,00 euro e si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa non ha superato tale limite.

 

Lavori condominiali

Per i lavori eseguiti sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio ha parametro e riferimento nell’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio.

In tale caso, la detrazione spettante al singolo condomino/proprietario è nel limite della quota millesimale a lui imputabile. Condizione fondamentale è che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%. (ad esempio: locale commerciale con annessi uffici).

Se la quota annua detraibile è di 1.500,00 euro e l’Irpef - trattenuta dal sostituto d’imposta, o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi - nell’anno in questione ammonta a 1.200 euro, la parte residua della quota annua detraibile - 300 euro - non può essere recuperata in alcun modo.

Infatti, l'importo suddetto eccedente, non può essere richiesto a rimborso e neanche essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.
 

Chi può fruire delle agevolazioni?

 

Tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti e non, nel territorio dello Stato, possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione.

Il Decreto sancisce che l’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

proprietari o nudi proprietari;

titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);

locatari o comodatari;

soci di cooperative divise e indivise;

soci delle società semplici;

imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Ha diritto inoltre, alla detrazione, purché sostenga le spese e siano a lui intestati fatture e bonifici, anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento. La detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

Nella stipula del compromesso - contratto preliminare di vendita - l’acquirente dell’immobile

ha diritto all’agevolazione se:

  • è stato registrato il compromesso;

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;

  • esegue gli interventi a proprio carico.

E' previsto dal legislatore che, chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, può richiedere la detrazione limitatamente alle spese di acquisto dei materiali impiegati.


 

Per quali lavori spettano le agevolazioni fiscali?


I lavori per i quali si fruisce dell’agevolazione fiscale sono:

1. quelli di cui alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). In particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze

2. quelli elencati alle lett. a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), eseguiti su tutte le parti comuni degli edifici residenziali.

3. gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nell’articolo 3 del Dpr 380/2001 e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

La detrazione delle spese sostenute per questi interventi è stata introdotta dal decreto legge n. 201/2011.

4. gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.

5. i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione).

6. gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.

La detrazione è riferita alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, e non per le spese di acquisto di strumenti, anche se mirati a migliorare la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.

Esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, i computer, le tastiere espanse e gli schermi a tocco. Essi sono inquadrati nella categoria dei sussidi tecnici e informatici e pertanto, è prevista la detrazione Irpef del 19%.

7. gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortunidomestici.

Non si ha diritto alla detrazione, per la sicurezza in casa, l'acquisto in sostituzione, di elettrodomestici o apparecchi dotati di meccanismi di sicurezza. Iinfatti si intuisce che non riguardano intervento sull'immobile.

Esempio non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento con timer che sostituisca una tradizionale cucina a gas, mentre vi è l'agevolazione, per la riparazione di impianti insicuri.

Esempio, la sostituzione dell'impianto o tubo del gas o la riparazione di una presa elettrica malfunzionante.

Tra le opere agevolabili rientrano:

  • il montaggio di vetri anti-infortunio;

  • l’installazione del corrimano;

  • l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;

8. interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento

di atti illeciti da parte di terzi (antifurti elettronici o meccanici, ecc...)

Cioè la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi migliorativi, in termini di sicurezza, sugli immobili. Quali: apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione; porte blindate o rinforzate; apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;

installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sugli infissi/serramenti; apposizione di saracinesche; tapparelle metalliche con bloccaggi; vetri antisfondamento; casseforti a muro; fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati; apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline; rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici.

Il legislatore non prevede la detrazione del contratto stipulato con un istituto di vigilanza privata in loco.

9. gli interventi con finalità di risparmi energetici, di cablatura degli edifici,

di contenimento dell’inquinamento acustico, di misure di sicurezza statica

e antisismica degli edifici, di esecuzione di opere interne.

In particolare, le opere eseguite per il conseguimento di risparmio energetico, con impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, acquisendo documentazione che attesti le finalità di risparmi energetici, in applicazione della normativa vigente in materia, possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette.

Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche e per l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unitàimmobiliari.

Sono anche agevolate, le spese dei tecnici, necessari per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.


 

Ulteriori spese ammesse all’agevolazione


 

Prescindendo le spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile

considerare anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;

  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;

  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi della legge 37/08 (impianti elettrici);

  • e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);

  • le spese per l’acquisto dei materiali;

  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;

  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;

L’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori, gli oneri di urbanizzazione e gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Il legislatore ha ritenuto che non possono invece considerarsi, tra quelle oggetto della detrazione, le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo strettamente necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.


Per chi ha ristrutturato, cosa deve fare per fruire della detrazione e se si può anche perdere, cambio del possesso e cumulabilità Irpef per il risparmio energetico, modalità e adempimenti...

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Fonte: www.agenziaentrate.gov.it

 


 

Enrico Mecheri, architetto

 

 
 

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