user_mobilelogo
Venerdì, 13 Marzo 2015 08:01

Ambienti di Lavoro: il Rischio di Natura Elettrica

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)


Sempre attenti alla sicurezza sugli ambienti di lavoro, in questo articolo ci soffermiamo sui rischi di natura elettrica, citando gli obblighi del datore di lavoro, ai sensi del D.Lgs.vo 81/08 all’art. 80 comma 1 che impone di prendere le misure necessarie

affinché i lavoratori siano salvaguardati da tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da:
contatti elettrici diretti; contatti elettrici indiretti; innesco di esplosioni; fulminazione diretta ed indiretta; sovratensioni di origine interna ed esterna; altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

Analizziamo brevemente ognuno di essi per entrare nel merito dei rischi di natura elettrica:

  1. contatti elettrici diretti

Essi possono essere causati dalla rimozione delle protezioni, da lavori o interventi su parti ritenute erroneamente fuori tensione, o dalla riattivazione intempestiva delle parti sezionate.

  1. contatti elettrici indiretti

Con essi si intende un contatto con un elemento (massa) normalmente non in tensione, ma che può essere attraversato da una corrente a seguito di un guasto o di un difetto di isolamento. L’innesco elettrico in prossimità di materiale combustibile, (come ad esempio prese a spina non conformi) e la propagazione dell’incendio attraverso le condutture elettriche, sono spesso fonte di incendi. Può essere una sorgente di innesco anche l’arco elettrico, tra due parti attive a potenzialità diversa (si ha con il passaggio di corrente elettrico attraverso dei materiali isolanti per esempio aria, gas, gomma ecc..). Può produrre radiazione ottica, effetto termico e proiezione di metallo fuso, con possibili danni alle persone. I fenomeni più comuni sono l’apertura dell’interruttore, il cortocircuito di due conduttori, e altro ancora.

  1. innesco di esplosioni

Che avvengono in presenza di gas, vapori, nebbie e polveri, di sostanze infiammabili o combustibili, come il gas, Gpl, idrocarburi, polveri di cereali, le sovratemperature, gli archi elettrici, le cariche elettrostatiche e la fulminazione, e che possono essere sorgenti di innesco producendo l’esplosione della sostanza con danni a persone e cose.

  1. fulminazione diretta ed indiretta

La fulminazione è diretta quando il fulmine colpisce direttamente l’edificio o un punto molto vicino ad esso provocando sovratensioni che si trasmettano al suo interno attraverso accoppiamento resistivo e induttivo. La sua corrente (con un’approssimazione grossolana) si trasferisce per il 50% sul dispersore di terra e per il 50% sui servizi connessi all’edificio. Si parla invece, di fulminazione indiretta di un edificio quando il fulmine cade in un punto del terreno vicino all’edificio ad una distanza superiore a tre volte l’altezza dell’edificio. Le sovratensioni indotte nei circuiti interni sono modeste.

  1. sovratensioni di origine interna ed esterna

si tratta di tensioni che superano il picco di massima tensione in regime permanente presente in un impianto nelle condizioni normali di funzionamento. Per esempio, un impianto in bassa tensione (che in condizione normale di funzionamento assorbe una certa potenza alla tensione di 230/400 V), in condizioni di sovratensione, può presentare un picco, a valori notevolmente superiori a quelli nominali e poi tornare a valori di regime permanente. Tutti questi fenomeni di variazione di tensione rapidi (con picchi multipli del valore di regime permanente) sono comunemente detti fenomeni di sovratensione, e si distinguono in: sovratensioni di origine interna e sovratensioni di origine esterna. Le prime si presentano in tutti gli impianti elettrici e apparecchiature. Nella fattispecie, qualsiasi manovra ma anche un guasto, altera l’equilibrio del sistema, traducendosi in oscillazioni di tensione. Le sovratensioni di origine esterna invece, sono dovute ai fulmini che rilasciano una elevata potenza, che può raggiungere diverse centinaia di giga watt. Il risultato può essere distruttivo o di disturbo su impianti elettrici e apparecchiature situati a diversi chilometri di distanza.

  1. altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili

Sono il manifestarsi di situazioni non menzionate come fattori di rischio nei punti precedenti quali i disservizi di impianti e apparecchiature elettriche e i difetti dovuti all’usura nel tempo di interruttori differenziali.

Dalle statistiche si verifica che il 20% di queste apparecchiature non funziona più dopo due anni di servizio e per i quali il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione farà effettuare controlli periodi secondo la norma CEI 64/8.

 

Letto 2338 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Marzo 2015 09:06
Devi effettuare il login per inviare commenti